TREKKING ANELLO ZOLDANO DOLOMITI

Trekking itinerante tra Civetta, Pelmo, Tamer e Bosconero

 

dal 26 al 31 agosto 2026

  

C'è un angolo delle Dolomiti dove il silenzio ha ancora il suono del vento, i sentieri raccontano storie antiche e la montagna conserva il ritmo lento di un tempo. Benvenuti nello Zoldano.

 

Ci sono Dolomiti celebri che non hanno bisogno di presentazioni, percorse ogni estate da migliaia di escursionisti. E ci sono montagne che, pur trovandosi nel cuore del patrimonio UNESCO delle Dolomiti, conservano ancora oggi un carattere più autentico e appartato, dove il cammino permette di immergersi in grandi paesaggi, silenzi profondi e in una cultura alpina ancora viva. Lo Zoldano appartiene a questa seconda dimensione.

 

Per sei giorni cammineremo lungo un affascinante itinerario ad anello che percorre la corona montuosa della Val di Zoldo, collegando alcuni dei gruppi più rappresentativi delle Dolomiti Bellunesi: Mezzodì, Pramper, Tamer-San Sebastiano, Moiazza, Civetta, Pelmo e Bosconero.

 

È un viaggio che permette di cogliere l'anima della valle nella sua interezza, attraversando ambienti naturali, paesaggi e testimonianze storiche profondamente diversi tra loro, ma uniti da un'identità comune. Un itinerario che offre una straordinaria sintesi degli aspetti paesaggistici, geologici, naturalistici e antropologici che rendono unico questo territorio.

 

Perché questo trekking è diverso

 

L'Anello Zoldano non nasce come un semplice collegamento tra rifugi. Fu ideato negli anni Ottanta da Paolo Bonetti e Paolo Lazzarin, che unirono una rete di sentieri già esistenti con l'obiettivo di creare una vera traversata circolare capace di collegare i principali gruppi montuosi che delimitano la valle. Ancora oggi rappresenta uno degli itinerari più completi delle Dolomiti Bellunesi e, paradossalmente, uno dei meno conosciuti dal grande pubblico. Mentre molte aree dolomitiche sono diventate mete di grande richiamo turistico, lo Zoldano conserva una frequentazione più contenuta e un'autenticità che oggi è sempre più rara.

 

Le montagne che attraverseremo raccontano una storia iniziata tra 230 e 250 milioni di anni fa, quando queste terre erano sommerse da un caldo mare tropicale. Fu proprio in quell'antico ambiente marino che si formarono le rocce carbonatiche dalle quali hanno avuto origine le Dolomiti. Successivamente il sollevamento della catena alpina e milioni di anni di erosione hanno modellato pareti, guglie, forcelle e altopiani, dando vita ad alcuni dei paesaggi montani più spettacolari d'Europa.

 

Il trekking attraversa ambienti estremamente diversi: boschi di faggio e abete rosso, pascoli in quota, ampi ghiaioni, valloni selvaggi e imponenti bastionate di dolomia. In questi habitat trovano rifugio camosci, marmotte, aquile reali e numerose altre specie che popolano un ambiente ancora sorprendentemente integro.

 

La Val di Zoldo custodisce anche una storia profondamente legata al lavoro dell'uomo. Per secoli queste montagne hanno vissuto di allevamento, sfruttamento forestale, attività minerarie e lavorazione del ferro. Molti dei sentieri che percorreremo ricalcano antiche vie di collegamento utilizzate dalle popolazioni locali per raggiungere pascoli, miniere, boschi e villaggi.

 

Tra tutti i gruppi attraversati, il Bosconero rappresenta forse il volto più austero e selvaggio dello Zoldano: un labirinto di guglie, forcelle e valloni che conserva ancora oggi un carattere sorprendentemente intatto. Accanto ad esso si innalzano le grandi architetture dolomitiche della Civetta, della Moiazza e del Pelmo, montagne che hanno scritto alcune delle pagine più importanti della storia dell'alpinismo nelle Dolomiti.

 

Questo itinerario è dedicato a chi desidera vivere un trekking completo, lontano dagli itinerari più affollati e dalle destinazioni più inflazionate, riscoprendo il piacere del viaggio a piedi attraverso una delle aree più autentiche e affascinanti delle Dolomiti Bellunesi.

 

 

Il trekking richiede un buon allenamento fisico, passo sicuro e una preparazione adeguata ad affrontare un itinerario di più giorni in ambiente alpino.

 

DISLIVELLO FINO A 1200 MT

TEMPISTICA FINO A 7:00 ORE

IMPEGNO FISICO 4/5

DIFFICOLTA' FINO A EE

PROGRAMMATO

 

QUOTA PARTECIPAZIONE

Per iscrizioni entro il 20/07/2026 € 240

€ 290 a persona

Numero minimo partecipanti 4

 

COMPRENDE

- accompagnamento professionale Amm Guide Alpine Lombardia

- organizzazione logistica, realizzazione materiale video e foto

-  assicurazione recupero

- assicurazione RC guida

 

NON COMPRENDE

- pernottamenti presso i rifugi con trattamento di mezza pensione € 315 soci CAI € 365 non soci (i prezzi dei rifugi potranno subire variazioni con i nuovi listini, bevande extra)

- spese guida

- pranzi presso i rifugi (pranzo al sacco)

- eventuali extra

- spese di viaggio (car pooling) da dividere tra i partecipanti ad esclusione della guida

 

DESCRIZIONE DI MASSIMA DELL'ITINERARIO:

Il programma potrebbe subire delle variazioni

 

GIORNO 1

Milano → Forno di Zoldo (848 m) → Le Bócole → Rifugio Casèl Sora'l Sass de Mezodì "G. Angelini" (1.588 m)

10 km | +1150 m | -370 m | Tempo stimato 5.30 h | Difficoltà E

Dopo il trasferimento da Milano raggiungiamo Forno di Zoldo, porta d'accesso occidentale della valle. Un breve trasferimento conduce alla località Le Bócole (805 m), dove ha ufficialmente inizio il nostro trekking. Seguendo il sentiero CAI 531, risaliamo nel bosco fino alla suggestiva radura della Casèra di Col Marsàng (1.290 m), antico edificio pastorale immerso in un ambiente ancora autentico. Proseguendo lungo il sentiero si raggiunge un bivio dal quale si imbocca il sentiero 532, evitando il 533 che conduce verso La Porta e il Belvedere degli Spiz. L'ultimo tratto attraversa splendidi boschi e radure panoramiche fino a raggiungere Sora'l Sass, dove sorge il caratteristico Rifugio Casèl Sora'l Sass de Mezodì "Giovanni Angelini" (1.588 m), ricavato dal recupero di un antico casèl (ricovero pastorale), magnificamente inserito nel paesaggio dolomitico.

 

GIORNO 2

Rifugio Casèl Sora'l Sass de Mezodì → Passo Duran (1.605 m)

11,7 km | +750 m | -750 m | Tempo stimato 6 h | Difficoltà EE

La seconda giornata ci conduce nel cuore del Gruppo del Tamer-San Sebastiano, lungo un itinerario più impegnativo e decisamente più alpino. Dal rifugio si scende lungo il sentiero 534 fino alla Casèra di Mezzodì (1.349 m); da qui si abbandona il sentiero diretto a Forno di Zoldo per attraversare la selvaggia Val Pramper, raggiungendo la località Castelaz (996 m). La successiva risalita percorre la strada forestale della valle fino a Pian dei Palùi (1.480 m). Lasciata la forestale, il sentiero 536 sale con decisione al Col de Mechièl (1.491 m), iniziando il lungo aggiramento del massiccio del San Sebastiano. Uno dei tratti più caratteristici della giornata è la celebre Zengia de l'Ariosto, una cengia rocciosa mai tecnicamente difficile ma a tratti esposta, che richiede passo sicuro e attenzione. Dopo il Bivacco V. Angelini (1.680 m), una successione di saliscendi tra mughete conduce alla Forcella della Val Barance (1.688 m), dalla quale si scende infine al panoramico Passo Duran, stretto tra le imponenti pareti della Moiazza e del San Sebastiano, dove sorgono gli storici rifugi San Sebastiano e Cesare Tomè.

 

GIORNO 3

Passo Duran → Rifugio Adolfo Sonino al Coldai (2.132 m)

12,6 km | +1000 m | -450 m | Tempo stimato 7 h | Difficoltà EE

È probabilmente la giornata più spettacolare dell'intero trekking.

Dal Passo Duran si imbocca il sentiero 578, attraversando il ghiaione del Livinàl del Bus e risalendo la caratteristica forcelletta chiamata localmente Buràngol, fino ai ruderi della Casèra di Moiazza (1.754 m). Da qui il sentiero scende nella media Val della Grava, raggiungendo la strada forestale (sentiero 557) che conduce alla Casèra della Grava (1.627 m). Attraversata la valle si sale alla Forcella della Grava, importante nodo escursionistico, da cui si imbocca il celebre Sentiero Tivàn. Questo magnifico balcone naturale percorre l'intero versante orientale della Civetta, regalando scorci continui sulle sue impressionanti pareti verticali, considerate tra le più grandi delle Alpi. Si supera il bivio della Ferrata degli Alleghesi, una delle vie ferrate più famose delle Dolomiti, per raggiungere infine il Rifugio Adolfo Sonino al Coldai, affacciato sul suggestivo Lago Coldai.

 

GIORNO 4

Rifugio Coldai → Rifugio Venezia "Alba Maria De Luca" (1.946 m)

15 km | +300 m | -500 m | Tempo stimato 4.30 h | Difficoltà E

La giornata inizia con la discesa verso Malga Pioda (1.816 m), da cui il sentiero 561 conduce alla Forcella d'Alleghe e quindi alla Casèra Vescovà (1.734 m). Raggiunto il Passo Staulanza (1.766 m), si imbocca l'Alta Via n. 1, che percorre il versante meridionale del maestoso Monte Pelmo, una delle montagne simbolo delle Dolomiti, conosciuta anche come "Il Caregón del Padreterno". Durante il cammino sarà possibile osservare il celebre masso con le impronte fossili di dinosauro, una delle testimonianze paleontologiche più importanti dell'intero arco alpino. L'arrivo al Rifugio Venezia "Alba Maria De Luca" avviene ai piedi dell'imponente parete nord del Pelmo, in uno degli scenari più iconici delle Dolomiti Bellunesi.

 

GIORNO 5

Rifugio Venezia → Rifugio Remauro (Passo Cibiana)

15,9 km | +500 m | -900 m | Tempo stimato 5.30 h | Difficoltà E

Si percorre il sentiero 471, attraversando i pascoli del Passo Rutorto, fino a raggiungere la strada militare che costeggia le pendici sud-occidentali del Monte Penna. Prima di raggiungere Zoppé di Cadore, si devia sul sentiero 456, che conduce al Rifugio Talamini, da cui il sentiero 494 sale con decisione alla Forcella di Val Inferna (1.784 m), splendido punto panoramico sulle montagne circostanti. La successiva discesa conduce alla località Quatre Tabià, poco distante dal Passo Cibiana, dove termina la tappa presso il Rifugio Remauro.

 

GIORNO 6

Rifugio Remauro → Forno di Zoldo

15,9 km | +550 m | -1.200 m | Tempo stimato 6:00 h | Difficoltà E

L'ultima giornata attraversa il selvaggio Gruppo del Bosconero, probabilmente il settore più appartato e meno frequentato dell'intero anello. Dal Passo Cibiana si segue inizialmente una strada forestale (sentiero 483 – Alta Via n. 3) che si inoltra nel bosco. Dopo una breve ma ripida salita si prosegue lungo il sentiero fino alla Forcella de le Calàde, da cui una discesa conduce al vasto ghiaione sottostante. Attraversato il bacino detritico si raggiunge la Casèra Bosconero, immersa in un ambiente severo e spettacolare. Da qui il sentiero 490 scende nella Val Bosconero, attraversando il torrente e raggiungendo Pian del Mugón (1.060 m). Si prosegue quindi sul sentiero 491, tra boschi di abete e faggio, fino a ritornare alla località Le Bócole, dove si chiude l'anello.

 

INFO-ISCRIZIONI

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"TREKKING ANELLO ZOLDANO"

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